Volontari del Rotary

Missione in Tanzania 2008

Più volte sono partito per spedizioni umanitarie come medico, come cattolico seguendo e condividendo gli ideali rotariani. Sono andato al 'Villaggio della Speranza' delle Sorelle Adoratrici del sangue di Cristo a Dodoma. E' la risposta al grave problema dei bambini orfani dell'AIDS.

In un numero crescente del Paese 1 persona su 4 é affetta dal virus dell´AIDS. Il numero di orfani come conseguenza dell´epidemia dell´AIDS sta aumentando vertiginosamente.

La risposta fu che gli orfani HIV infetti, i cui genitori sono entrambi deceduti a causa della stessa malattia erano quelli che soffrivano maggiormente, perché oltre ad aver perso l’affetto di entrambi i genitori e ad essere malati, erano stati affidati alle cure di persone (di solito il nonno o la nonna) che non erano in grado o capaci di farlo per varie ragioni e per le paure legate a questa malattia.

I risultati erano una discriminazione continua, una segregazione di questi bambini e in alcuni casi la fame (starvation), l'inedia e il decesso dei piccoli.

Per far fronte a questa situazione è stata creata quella che è la prima parte del progetto del 'Villaggio della speranza': un centro, che sulla base dell'approccio familiare, realizzi un'istituzione che dia a questi bambini la possibilità di ricevere ancora affetto e cure.

Un gruppo di volontari medici, dei quali io faccio parte, raggiunge questo villaggio,da diversi anni, per prestare la loro opera a questa istituzione che veramente necessita di un aiuto anche educativo. Medici infettivologi, virologi, pediatri si alternano a dare una mano. Purtroppo con frequenza ridotta.

In questa istituzione i bambini vivono in un contesto familiare, dove insieme con l'amore di una nuova famiglia, essi ricevono anche le cure mediche e un’educazione per la loro vita futura.

Al momento della mia partenza i bambini ospiti sono 156 ed i bambini esterni, che raggiungono questa struttura dai i villaggi più o meno lontani nella savana, sono circa sono circa 150 che usufruiscono dell'assistenza.

Anche gli adulti usufruiscono dell' assistenza e sono circa 1200 schedati. In particolare sono pazienti gravide con HIV che sono sottoposte a terapia antiretrovirale preparto e post parto. Ogni giorno si presentano dalle 50 alle 60 persone.

Durante la mia presenza , abbiamo costatato l'aumento della fiducia da parte della popolazione femminile, a rischio di gravidanza, che appare convinta dei benefici e fiduciosa nell' opera di questa realtà e molte sono già state assistite al parto, mentre prima seguitavano a partorire nei loro villaggi di capanne nella loro realtà tribale.

Ho assistito a 4 parti convincendo ad assumere posizioni ed accettare le necessarie prevenzioni ed assistenza durante il travaglio accondiscendendo e non contrastando ove era possibile le lo loro ataviche abitudini.

Sono riuscito a convincere una partoriente a rivolgersi all'ospedale governativo, dove stentano di andare, per paura e sfiducia, per una crisi ipertensiva preeclamtica. Infatti abbiamo successivamente saputo dell’evento, purtroppo, con la mortalità neonatale.

La mia opera inoltre è consistita nelle consulenze presso l'ambulatorio affiancando i tre medici locali senza interferire nelle loro abitudini professionali, intervenendo solo alla loro richiesta cercando di dare informazione ed arricchire la loro preparazione rapportandosi non in maniera cattedratica.

Ho approfittato della presenza di un ecografo, donato, di vecchia generazione ed obsoleto ma utile, per effettuare molte ecografie insieme al personale locale.

Inoltre la presenza, insieme a me, di due medici dell'ospedale Pediatrico del Bambin Gesù di Roma, uno primario chirurgo pediatra di grande esperienza dottor Ferro e sua moglie anestesista pediatrica dottoressa Luisa. ha permesso di risolvere molti casi di affezioni congenite ed acquisite intervenendo chirurgicamente. Molte ernie ombelicali piccole e giganti, patologia frequentissima nella popolazione infantile, ernie inguinali, testicoli ritenuti, fimosi serrate, affezioni dermatologiche cutanee sostenute anche dal loro stato di immunodeficienza.

Una sala adibita a sala operatoria, inserita nella struttura della 'casa del parto' , provvista di bombole di ossigeno di aspiratori, farmaci e d apparecchiature portate dall 'Italia, mai usata rimessa' a nuovo , con scope, acqua e varichina per la disinfestazione e sterilizzazione , ci ha permesso di operare in sicurezza e con saggezza senza limiti di tempo. I risultati sono stati ottimi nessun incidente ne febbre ne infezioni post operatorie.

Adriano Cascianini

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